In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

Un Dio servo

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25 giugno 2022

Gli evangeli non sono semplici cronache di ciò che Gesù ha vissuto con i suoi discepoli. Certo intendono anche riferire con fedeltà e verità i gesti e le parole di Gesù, ma l’intenzione va al di là di questo: vogliono narrare l’inenarrabile. Come potrebbe infatti un essere umano raccontare la storia di un Dio che si fa uomo? È una contraddizione in termini. Eppure è ciò che fanno!

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Gioia e timore

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24 giugno 2022

C’è un timore che coglie “tutti i vicini” (v. 65) di fronte all’azione sorprendente del Signore, un timore che non si accompagna alla paura, ma alla gioia. Sì, vi è un timore santo che è frutto della gioia, dello stupore di fronte alla straordinarietà delle grandi azioni del Signore, il quale sempre si piega sui piccoli e sui poveri per destare in loro e fra di loro vita e salvezza.

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Inizia un tempo nuovo

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21 giugno 2022

In quel tempo Gesù venne dalla Galilea al Giordano da Giovanni per farsi immergere da lui nell'acqua e ricevere il battesimo di conversione. Lui, il figlio di Dio, l’Innocente, non aveva certamente bisogno di conversione. Tuttavia, venendo nel mondo e rivestendosi della nostra condizione umana prende la nostra condizione di peccatori. Gesù entra pienamente nella nostra realtà, come lo rende visibile l’immersione nelle acque del Giordano. Nella piena logica dell‘incarnazione Gesù assume su di sé il peccato del mondo.

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Cambiare prospettiva

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20 giugno 2022

Nel vangelo secondo Matteo, Giovanni Battista e Gesù dicono la stessa cosa, hanno lo stesso messaggio: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 3,2 e 4,17). Metanoeite: cambiate pensiero, cambiate prospettiva. La vicinanza del regno induce un radicale cambiamento di vita. O non è piuttosto vero il contrario, che il nostro cambiamento della mente, del cuore, ci avvicina al regno di Dio? Che cosa viene prima? La grazia di Dio o la nostra volontà? I Rabbini si sono posti questo problema, e come sempre danno risposte dialettiche, contrapposte, in base a diverse prove scritturistiche. Certo, il regno di Dio viene, come direbbe san Paolo, indipendentemente dalle nostre opere, ma bisogna anche che noi sappiamo accoglierlo. Altrimenti, fiumi di grazia passano sopra la nostra testa senza nemmeno che ce ne accorgiamo.

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Amare e custodire la parola di Gesù

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18 giugno 2022

“Se uno mi ama…”: è molto importante questa frase con cui si apre il testo evangelico di oggi. Gesù ci dà l’opportunità di valutare se lo amiamo oppure no. È importante di tanto in tanto fermarci a verificare se effettivamente amiamo il Signore. L’amore infatti, lo sappiamo bene, non è una condizione che si raggiunge una volta per tutte, ma va costantemente ricercata e alimentata affinché non si estingua. Ma è anche essenziale interrogarci sulla qualità del nostro amore per lui. Infatti, anche quando amiamo, spesso sbagliamo e non riusciamo a farlo come sarebbe opportuno fare.

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Convergere a Lui

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16 giugno 2022

Il nostro vangelo si apre con un plurale: “mentre erano in cammino”, ma subito si concentra su Gesù, il Signore, che entrò in un villaggio “e una donna lo accolse nella sua casa”. Non c’è abbondanza di parole: “lo accolse” basta a dire il dovere, la premura e la grazia dell’ospitalità incarnata da Marta

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Ascoltare e mettere in pratica

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15 giugno 2022

Una grande folla è accorsa ad ascoltare l’insegnamento di Gesù; tra costoro cercano di farsi largo anche sua madre e i suoi fratelli venuti ad incontrarlo. Sono “fuori” dalla cerchia più vicina al Signore e la loro visita offre a Gesù l’occasione per pronunciare un pensiero su ciò che fonda la relazione con lui e tra i discepoli. Questo detto è riportato da tutti e tre i vangeli sinottici, segno che doveva aver colpito i suoi discepoli; significativamente Luca lo colloca a conclusione dell’insegnamento sull’ascolto della Parola.

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Qualcosa accade in noi?

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14 giugno 2022

Leggendo questo testo viene in mente l’immagine del seminatore di Van Gogh: un uomo che con passo deciso e mano veloce cammina per i campi arati, illuminati dal sole che sorge grande e forte alle sue spalle. Così che ogni mattino il buon Dio esce a seminare il suo seme della Parola per i campi del mondo. Prima di uscire a seminare però deve anche aver raccolto il seme e allora viene da pensare al lavoro lento della raccolta dei piccoli e numerosi semi, messi a parte per la prossima semina.

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Edificare le nostre vite sulla Roccia

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13 giugno 2022

Gesù termina così il suo discorso, fatto davanti a una grande folla attirata dalle sue parole e dai suoi miracoli, ma rivolto innanzitutto ai discepoli: “Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Lc 6,20). Subito dopo la nostra pericope l’evangelista riferisce: “Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao" (Lc 7,1).

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Uno Spirito di fiducia

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11 giugno 2022

In questi giorni dopo Pentecoste abbiamo meditato i passi dei vangeli che parlano della preghiera. È lo Spirito che suscita in noi la preghiera quando noi non sappiamo neanche cosa chiedere. È lo Spirito a sussurrare al nostro spirito l’unica parola essenziale alla nostra vita: l’invocazione del Padre.

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Di un amico ci si può sempre fidare

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10 giugno 2022

“Se uno di voi ha un amico”, se uno di noi ha costruito un rapporto di amicizia vuol dire che è riuscito a uscire e andare oltre il proprio recinto sino a incontrare l’altro, a frequentarlo e conoscerlo facendosi conoscere. Ha imparato a volergli bene tanto da costruire un rapporto di pura gratuità come è l’amicizia nella quale né legami di sangue, né legami affettivi di coppia ne sono il fondamento.

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“Abbiate fede in Dio!”

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9 giugno 2022

Non abbiamo mai finito di imparare a pregare. Perché la preghiera è una disposizione della vita, un’apertura dello spirito che si impara come un’arte, un mestiere del cuore. Per questo, riascoltiamo le parole di Gesù sulla preghiera con il cuore umile di chi, come i discepoli, ogni giorno si dispone alla preghiera sapendo di essere sempre un principiante. Ascoltiamo la catechesi di Gesù sulla preghiera che l’evangelista Marco riporta con lo spirito di discepoli che al Signore si rivolgono, ogni giorno, chiedendo: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11,1).

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