25 maggio 2026
Dato che Gesù parla molto in parabole, il nostro lezionario, in queste settimane, ne propone una serie: questa è specifica del vangelo di Luca, che contiene quelle che più rimangono nella memoria collettiva, forse le più belle e immediatamente significative.
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17 febbraio 2026
Cinque volte, in questo breve testo evangelico, ricorre una preposizione greca, che è quasi sempre causale: “perché”. In realtà, la nostra traduzione ufficiale complica un po’ le cose, dal momento che usa il “perché” anche più del dovuto (in tutto, ben sette volte).
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16 febbraio 2026
Cominciamo oggi a leggere il discorso in parabole. Lo abbiamo già ascoltato più volte e questo rischia di anestetizzare la nostra attenzione. È facile supporre di conoscerlo già, facendo sì che il messaggio profondo di Gesù scivoli via senza riuscire a penetrare nei nostri cuori e a trasformare la nostra vita.
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14 febbraio 2026
Gesù sta affrontando il viaggio per Gerusalemme. Anche noi, a volte, nella vita siamo posti di fronte a delle sfide da affrontare ed è necessario allora meditare come Gesù si atteggia intimamente. Per lui la tensione è alta.
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13 febbraio 2026
Gesù è sempre in cammino, ora in territorio pagano. "Vi era di nuovo molta folla": la sua persona affascina, è autorevole.
Il brano che ci è proposto oggi è composto di due parti ben distinte, ma forse non così slegate. Al cuore della prima parte c'è un uomo sordomuto, o meglio un uomo "sordo e malparlante". Non è lui a recarsi da Gesù, quasi che questa sua mancanza comunicativa lo privi di qualsiasi espressione. Sono altri a condurlo, non sappiamo chi.
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12 febbraio 2026
Il Vangelo odierno ci presenta l’incontro di Gesù con una donna. La scena si svolge nella regione di Tiro, al di fuori del territorio d’Israele. Marco annota che Gesù trova riparo presso una casa e chiede che nessuno venga a saperlo, per vivere una pausa di riposo dal suo ministero itinerante di annuncio del Regno.
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11 febbraio 2026
Gesù richiama la folla attorno a sé e chiede di essere ascoltato da tutti e di ascoltare bene. Quello che sta per dire è qualcosa di importante, qualcosa di nuovo, che smentisce quello che solitamente si pensava, per questo bisogna ascoltare bene e con la disponibilità a cambiare pensiero e a convertire il proprio cuore.
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10 febbraio 2026
Di Marta e Maria (e del loro fratello Lazzaro) non sappiamo molto, se non che sono stati dei discepoli anomali, diversi dagli altri. Non fanno parte dei Dodici, e non sono neanche tra quegli “uomini e alcune donne” che accompagnavano Gesù nel suo andare qua e là per la Palestina (Lc 8,1-3). Probabilmente abitavano a Betania, e nella loro casa Gesù era solito riparare con i suoi discepoli quando si trovava in Giudea. Nient'altro. A quanto pare dopo la resurrezione non hanno avuto nessun ruolo nella chiesa nascente. Una vicenda anomala e quasi anonima.
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9 febbraio 2026
“Euthús”: subito, immediatamente, senza indugio, senza esitazione, prontamente, all’istante, sollecitamente, tempestivamente, di colpo, velocemente, in brevissimo tempo, rapidamente, prestissimo, in fretta, senza ritardo, improvvisamente, in un attimo, in un baleno, né prima né dopo, ora, adesso, “mo” direbbe Dante e buona parte degli abitanti del centro-sud Italia.
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7 febbraio 2026
Il brano del Vangelo di oggi narra in modo semplice e lineare come i discepoli scoprano pienamente la loro identità di apostoli unendosi alle folle al seguito di Gesù e infine diventino tutti gregge di un unico pastore.
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6 febbraio 2026
Giovanni Battista, “il più grande tra i nati da donna”, il profeta che unisce l’antica alla nuova alleanza, viene imprigionato e ucciso da Erode a causa della sua parola profetica. Tuttavia la sua morte non è una morte eroica: egli viene ucciso per il capriccio di una ragazza e per la debolezza di un re. Ancora oggi quanti uomini e donne vanno incontro alla morte per il “capriccio dei potenti”! Essere testimoni del Signore Gesù significa non chiudere gli occhi di fronte all’ingiustizia.
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5 febbraio 2026
Gesù “chiama a sé i Dodici”. È un gesto forte questo di chiamare a sé, di radunare per accordare gli sguardi, e i cuori. Li chiama a sé non per tenerli legati a sé. Li chiama perché, a partire dalla relazione con lui, loro possano essere inviati, possano portare l'annuncio della buona notizia: la presenza del Signore nel bel mezzo dei giorni. Andando e rimanendo.
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4 febbraio 2026
Gesù va “nella sua patria” e “tra i suoi” insieme ai discepoli. Ci va, come dappertutto, per annunciare l’Evangelo. Ma proprio lì trova una sordità speciale, che quasi ammutolisce la sua parola e che subito diventa rifiuto della sua persona.
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3 febbraio 2026
Due racconti si intrecciano in questa pagina del Vangelo di Marco. Due racconti in cui i protagonisti sono dei corpinei quali la vita lotta contro la morte. Due racconti in cui dei corpi già abitati, in vita, dalla morte, sentono il flusso della vita defluire da loro e la morte rendere impotente ogni loro battaglia per la vita.
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