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In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.   

Distanze

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21 gennaio 2021

Gesù non ci sta insegnando l’arte della fuga, l’allontanamento dagli altri che ha come obiettivo la nostra serenità e tranquillità personale. Gesù prende una distanza da un modo sbagliato di essere suoi discepoli. La folla sembra quasi voler sequestrare Gesù perché ha delle aspettative: si attende la guarigione, la parola giusta, l’indicazione su ciò che è bene e su ciò che è male. Ma queste attese, queste pretese schiacciano Gesù, soffocano la sua Parola.

Gesù, Vangelo annunciato - Commento III Domenica nell’anno

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Della collera e della tristezza

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20 gennaio 2021

Collera e tristezza sono la forma della compassione di Gesù per l’uno e per gli altri. La collera è la compassione che, abbracciando un essere umano menomato, rifiuta l’ingiustizia, ricusa l’orrore, resiste all’assurdo dell’esistenza. La collera potrebbe piegare Gesù su di sé rischiando di implodere in microconflittualità o di incancrenirsi nel rancore. Gesù la elabora in un gesto di cura a favore dell’altro essere umano.

Gesù, Vangelo annunciato - Commento III Domenica nell’anno

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Squarci

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18 gennaio 2021

Vita nuova, ecco ciò che Gesù è venuto a portare, e per parteciparvi non c’è bisogno di prodezze religiose o di grandi elaborazioni intellettuali, basta infatti considerarsi non “a posto” davanti a Dio, ma “malati” e bisognosi della sua misericordia o compassione… e credere che nonostante ciò, anzi proprio per ciò, Gesù ha sempre gli occhi fissi su di noi (“Gesù vide Levi”), perché per lui ciascuno di noi ha un prezzo inestimabile.

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Qualità? – Peccatore…

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16 gennaio 2021

Vita nuova, ecco ciò che Gesù è venuto a portare, e per parteciparvi non c’è bisogno di prodezze religiose o di grandi elaborazioni intellettuali, basta infatti considerarsi non “a posto” davanti a Dio, ma “malati” e bisognosi della sua misericordia o compassione… e credere che nonostante ciò, anzi proprio per ciò, Gesù ha sempre gli occhi fissi su di noi (“Gesù vide Levi”), perché per lui ciascuno di noi ha un prezzo inestimabile.

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Una vita da figli, perdonati e sanati

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15 gennaio 2021

l perdono sana l’uomo, lo rimette in piedi, in cammino, e gli ridona autonomia. Questa realtà, che è innanzitutto interiore ed esistenziale, si fa visibile nella guarigione esteriore del paralitico, a ricordarci la forte unità della persona umana. Entrato in casa grazie ad altri e in posizione orizzontale, l’uomo ne può uscire da solo, eretto, portando sotto braccio la barella: il passato di infermità non si può cancellare, ma lo si può portare con sé come un bagaglio che non intralcia il cammino.

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Guarito per la libertà

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14 gennaio 2021

Gesù sembra perlomeno scortese con quest’uomo che egli guarisce dalla lebbra. Il testo dice: “E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito” (v. 43). Ma, lungi da essere una mancanza di gentilezza o, peggio, un rifiuto, qui Gesù si mostra uomo che veramente libera gli altri, e li libera non solo dalle loro malattie, da quella sofferenza che è uno scandalo e che grida essa stessa a Dio e provoca l’ira di Gesù, ma Gesù libera gli altri anche da ogni attaccamento e dipendenza da lui.

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Pregare: consegnare i nostri gesti al Signore

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13 gennaio 2021

Il servizio al fratello e alla sorella è la traduzione e la declinazione di quell’amore che Gesù ci ha donato nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni quotidiane. Questo piccolo miracolo raccontato oggi dà il significato a tutti i miracoli del vangelo: Gesù compie tali gesti per restituire a ciascuno di noi la capacità di amare di un amore teso verso il fratello e la sorella dunque una capacità di servire l’altro.

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Gesù, presenza del Regno

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12 gennaio 2021

L’avvicinarsi del Regno innanzitutto svela il male che profondamente ci abita, il rifiuto che più o meno apertamente opponiamo. E quando il bene ci raggiunge reagiamo, con violenza. “Che vuoi da noi? Sei venuto a rovinarci!” (v. 24). Sì, il Regno che viene “rovina” la nostra aspirazione a bruciare incenso a noi stessi.

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