In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).
Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.
Guarire, un evento di relazione
6 luglio 2026
Questa pagina del vangelo, che annuncia sì due miracoli di Gesù, ci parla però anzitutto di relazioni, relazioni all’interno delle quali e grazie alle quali avvengono anche le guarigioni narrate. Forse a una prima lettura questo dato sfugge, ma se si segue una traduzione un po’ più letterale esso balza all’occhio, tanto più che in una lettura sinottica, cioè parallela, con gli altri vangeli, si può rilevare come in essi tali elementi non siano presenti.
Trovare Dio nel nostro oggi
4 luglio 2026
È una questione di libertà e di discernimento. Questo è quanto risponde Gesù ai discepoli di Giovanni. Non risponde facendo un trattato sulla libertà e sul discernimento, ma attraverso esempi molto semplici e molto quotidiani che permettono di dare alla sua risposta un carattere concreto e dunque che può essere vissuto da chiunque riesca ad entrare nella sua logica di discernimento e di libertà.
Dal desiderio di vedere al fare esperienza
3 luglio 2026
“Tommaso, uno dei dodici non era con loro quando venne Gesù”. Il vangelo di oggi si apre parlandoci di una assenza: Tommaso, colui che aveva chiesto ai suoi compagni di avventura di andare con lui a fare l’esperienza delle morte con Gesù (Gv 11,16), ora che si tratta di fare esperienza della vita con Gesù non è con loro.
L’autorità di far crescere la vita
2 luglio 2026
L’evangelista Matteo, in questa sezione, racconta tutta una serie di azioni di Gesù che rivelano la sua autorità (exousìa). È il suo potere di guarire e sanare fino alla radice del male. Condizione perché questo avvenga è che esso incontri la fede/fiducia dell’uomo.
Lottare contro il male qui ed ora
1 luglio 2026
Il brano evangelico di oggi ci narra di un episodio che coinvolge Gesù in un territorio pagano, sull’altra riva del lago di Tiberiade nel paese dei Gadareni. Si tratta di un racconto strano il cui senso profondo forse ci sfugge. Una pagina in cui Gesù confrontandosi con il male dice una sola parola: “Andate!”.
“Perché stessero con lui”
30 giugno 2026
Oggi facciamo memoria del collegio apostolico. La prima cosa che mi sembra molto bella da tener presente e che ricordiamo gli apostoli tutti insieme. Dopo aver ricordato ieri Pietro e Paolo, e dopo aver ricordato gli altri apostoli singolarmente o a coppie durante il corso dell'anno, oggi li ricordiamo come gruppo. Gesù, che li ha chiamati singolarmente, li ha anche voluti chiamare tutti insieme.
Affratellati in Cristo
29 giugno 2026
Oggi celebriamo la memoria di Pietro e Paolo. Pietro era un semplice pescatore di Galilea reso da Gesù “pescatore di uomini”, e Paolo, era un fariseo zelante della Legge. Si presenta lui stesso come persecutore dei cristiani e racconta come è stato conquistato da Gesù Cristo: (At 9,3) “E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: ‘Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?’.
“Con la parola”
27 giugno 2026
La parola è la protagonista dell’odierna pagina del vangelo. Intesse la conversazione tra Gesù e il centurione che si era rivolto a lui per implorare la guarigione del suo servo: “Di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito” (Mt 8,8). “Con la parola” Gesù scaccia gli spiriti e guarisce i malati. La parola è ciò che fa di noi degli esseri umani; è un ponte tra noi e gli altri, pur restando uno strumento di comunicazione fragile, soggetto a un uso distorto, come sappiamo bene.
Lasciarsi guardare e toccare
26 giugno 2026
Gesù scende dal monte dove ha ammaestrato discepoli e folle con racconti e parabole. Si rivela come maestro annunciando la prossimità del Regno, insegnando a pregare; consegna come preghiera il Padre nostro e dà indicazioni per vivere pienamente la nostra umanità come quella che lui ha vissuto.
Gesù sconfina
25 giugno 2026
Gesù, battezzato nel Giordano, spinto nel deserto e tentato da Satana, ora prende una decisione in prima persona: “Quando seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafarnao” (vv. 12-13). Siamo di fronte a pochi versetti, che potrebbero sembrarci un po’ aridi, un semplice elenco di spostamenti.
Per preparare al Signore un popolo ben disposto
24 giugno 2026
Celebriamo oggi la nascita di Giovanni il Battista. I vangeli concordano nel presentarlo come colui che ha preceduto Gesù nella predicazione e nella morte, la voce nella quale riecheggiano le parole degli antichi profeti e le attese di un giudizio di Dio, l'elemento di congiunzione tra la prima e la nuova alleanza. Anche Paolo ne parla in modo simile nei suoi discorsi: "Dalla discendenza di (Davide), secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele" (At 13,23-24).
Un’obbedienza comune e reciproca
23 giugno 2026
Gesù si reca dalla Galilea al Giordano al preciso fine di farsi immergere nel Giordano da Giovanni, anche contro la volontà del Battista che “voleva impedirglielo”. L’incontro tra i due è un evento di obbedienza e sottomissione reciproca: Gesù si sottomette all’immersione di Giovanni e Giovanni rinuncia al proprio bisogno spirituale e accetta di immergere Gesù.
Alla scuola del Battista
22 giugno 2026
Il brano del Vangelo odierno ci racconta l’inizio della parabola esistenziale vissuta da Giovanni Battista secondo la narrazione di Matteo. Presentato con tratti essenziali senza specificare la sua origine, Giovanni si distingue subito per la sua forza oratoria racchiusa in un unico messaggio, con una voce inconfondibile che si fa grido penetrante: “Convertitevi!”. È l’annuncio di un giudizio che porta però la salvezza e quindi va ascoltato con l’attenzione che si riserva ai profeti, a coloro che, pur essendo maestri, non smettono mai, nonostante il passare degli anni, di essere discepoli della parola di Dio (cf. Is 50,4).
Nella sua volontà, la nostra pace
20 giugno 2026
Gesù sta per affrontare la sua passione, che per tre volte ha annunciato ai discepoli senza che essi potessero comprendere e si rivolge ad una comunità smarrita che lo sta seguendo senza capire ciò che accade, smarrita nella rivelazione della sua passione morte e resurrezione e del suo ritorno al Padre.