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Signore, tu sei il mio Dio vivente,
la mia forza, il mio giusto giudice,
tu medico potentissimo,
tu sacerdote in eterno,
tu la nostra guida verso la patria

Alcuino di York

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

E io, oggi, chi dico che sia Gesù per me?

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4 marzo 2024

Il brano si colloca al centro del Vangelo di Marco, segnando una svolta significativa nel ministero di Gesù, poiché è la prima volta che parla apertamente della sua passione, morte e resurrezione. In un dialogo con i suoi discepoli, Gesù li interroga sulla sua identità, chiedendo: “La gente, chi dice che io sia?” (v. 27). Le risposte evidenziano le molteplici interpretazioni popolari, che riflettono le aspettative messianiche dell’epoca, contenute nelle profezie dell’Antico Testamento. Tuttavia, queste risposte che guardano al passato, non colgono la novità e la verità della persona di Gesù.

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Un nome da abitare

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2 marzo 2024

Gesù ha appena messo in guardia i suoi interlocutori dai falsi profeti e invita a riconoscere un albero dai propri frutti. Continuando il suo discorso mette in chiaro che non basta chiamarlo Signore per entrare nel Regno. Non basta un nome, ma bisogna fare la volontà del Padre. L’invito è a seguire le sue orme, quelle che sta percorrendo verso Gerusalemme, quei passi che lo condurranno fino al Getsemani a dire rivolto al Padre “Però non come voglio io, ma come vuoi tu!” (Mt 26,39). Gesù richiama i suoi discepoli a seguirlo nel fare la volontà del Padre, nel seguire le sue orme, nel far corpo con la propria scelta di vita.

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Concedimi una speranza certa

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PODCAST - Tracce di preghiera per la quaresima - 4

Con la prima preghiera di oggi torniamo nell’occidente latino, insieme a Pier Damiani, vescovo e monaco di Fonte Avellana, di cui è stato anche priore, vissuto nell’anno 1000. La seconda preghiera ci conduce, invece, nella chiesa ortodossa con Dimitri di Rostov, monaco nato a Kiev e vissuto tra il 1600 e il 1700. Due preghiere per essere sostenuti nella faticosa arte di affidarsi all’azione di Dio nelle nostre vite.

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Porta, via, meta

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1 marzo 2024

Nonostante questa pagina del vangelo riecheggi con sonorità note ai nostri orecchi di ascoltatori della Parola, forse non risuona più con la cacofonia della sua stridente drammaticità. Morte e vita qui stanno una davanti all’altra, e noi in mezzo. Come stare in questo “tra” la vita e la morte che segnano la nostra esistenza come suo inizio e sua fine, e che poi la intessono in ciascuno dei suoi giorni, in cui eventi, sentimenti, pensieri di vita e di morte si intrecciano e combattono fuori e dentro di noi?

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Chiedete, cercate, bussate

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29 febbraio 2024

Oggi il Signore Gesù, prima dell’insegnamento sulla preghiera ci comanda di non giudicare, forse per mostrarcelo come il primo passo per entrare nella preghiera. Come stare infatti con fiducia davanti al Signore e senza menzogna nella nostra umanità impoverita e ferita se ci siamo assunti il ruolo abusivo di giudice del nostro prossimo?

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Chi vogliamo servire?

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28 febbraio 2024

Oggi il brano del Vangelo ci pone di fronte ad una scelta radicale, una scelta che ognuno di noi deve continuare a ricordare e rinnovare nel corso della vita: volete servire Dio o mammona? È una scelta radicale perché è una scelta tra la vita e la morte. È la scelta tra ciò che ci porta a vivere in pienezza, liberi, inseguendo la verità e ciò che invece ci rende schiavi, che promette per poi deludere, e ci fa vivere nella paura di perdere, nell’ansia di accumulare. Di chi ci fidiamo, in chi poniamo la nostra fede? Chi serviamo Dio o mammona?

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Il tesoro del cuore e l’occhio semplice

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27 febbraio 2024

All’interno del discorso della montagna i versetti di oggi seguono le parole di Gesù su elemosina, preghiera e digiuno. In particolare l’insegnamento sulla preghiera ci “consegna” il Padre Nostro, il cuore di tutto il discorso delle beatitudini, che ci rivela un Dio che abita il cuore dell’uomo, presente e attento a tutto ciò di cui ha bisogno, perché capisce e abita il segreto dei nostri desideri.

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Pregare per non smettere di sperare un mondo diverso

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26 febbraio 2024

Nella tradizione cristiana il Padre nostro - che il nostro brano oggi ci propone - è noto con il titolo di “Preghiera del Signore” (Oratio dominica), e questo va inteso in senso forte. Il Padre nostroè la preghiera che prima di tutto il Signore ha fatto propria e che riassume in qualche modo (traducendola in forma di preghiera) l’essenza del suo insegnamento e della sua vita come emergono dai vangeli. In questo senso giustamente Tertulliano, autore del primo commento antico al Padre nostro, lo chiamava breviarium totius evangelii, “compendio dell’intero vangelo”. 

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Un comando che diventa rivelazione

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24 febbraio 2024

“Amate i vostri nemici”: queste parole riflettono nella vita dei credenti il carattere ossimorico della rivelazione cristiana per cui il volto di Dio è l’uomo Gesù di Nazaret e il salvatore del mondo è l’impotente appeso alla croce. Da tale rivelazione discende la prospettiva di amare chi amabile non è, il nemico. 

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Immensità del comandamento

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23 febbraio 2024

Ascoltiamo oggi un’altra sezione delle cosiddette antitesi del discorso sul monte. Gesù non pronuncia parole contro la Legge, vuol far parlare la Legge antica, che vuole essere l’indicazione di un cammino, di una strada per imparare a vivere e ad amare. Dopo aver dichiarato di essere venuto a dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti, fa seguire cinque esempi, cinque antitesi. Forse al posto del “ma io vi dico” (vv. 28.32.34) sarebbe meglio tradurre “ebbene, io vi dico”, vi dico parole che vanno al cuore della Legge rivelando la sua intenzione. “Di ogni compimento ho visto il termine: immenso è il tuo comandamento”, canta il Salmo 119,96. Gesù ci rinvia all’immensità, alla profondità del comandamento, delle parole che Dio ha donato all’uomo perché gli indichino la via della vita quale lui l’aveva sognata per ogni sua creatura. Il testo odierno ci propone l’ascolto della terza e della quarta antitesi. 

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La giustizia che supera

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22 febbraio 2024

Abbiamo iniziato da alcuni giorni il cammino quaresimale, cammino di ritorno al Signore nostro Dio, cammino che vuole essere di più convinta sequela del Signore, e il vangelo oggi ci presenta una parola esigente di Gesù contenuta nel cosiddetto “discorso della montagna”, il primo dei cinque lunghi discorsi che formano l’ossatura portante del Vangelo secondo Matteo.

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Sale della terra e luce del mondo

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21 febbraio 2024

“Voi siete il sale della terra”. Come sempre nei Vangeli, Gesù – che pure chiama, cura e guarisce prestando attenzione a ogni singola persona – quando insegna come vivere secondo la volontà del Padre si rivolge alla comunità: insieme siete sale e luce, insieme siete beati: insieme a me, ma anche insieme tra voi!

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Voi invece amici beati

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20 febbraio 2024

Gesù ci e-duca “fuori dall’ombra di morte” (Mt 4,16), a divenire “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5,13-14). “Vi ho colpiti con le parole della mia bocca, perché io voglio l’amore, non il sacrificio …” (Os 6,5-6). Gesù ci offre parole non mortificanti ma generative di frutti, generative di libertà.

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