Vangelo del giorno
26 maggio 2026
Vivere nell’inconsapevolezza sino a quando un evento perentorio e apparentemente improvviso apre gli occhi: è quel che succede nella parabola. È quel che è accaduto con l’invasione dell’Ucraina: la guerra smette di essere un fenomeno che riguarda terre lontane, ci tocca da vicino, ci vede addirittura coinvolti direttamente. È quel che accade a Gaza: tutte le contraddizioni del nostro mondo occidentale, tutte le ipocrisie, le complicità nostre vengono a galla.
Vangelo della domenica
24 maggio 2026
Giovanni 20,19-23 (At 2,1-11; 1Cor 12,3b-7.12-13)
Pentecoste
di fratel Luciano
Nel giorno in cui al cuore della festa c’è lo Spirito santo, siamo condotti a considerare la centralità del corpo: il corpo di Gesù, il corpo dei discepoli, il corpo che è la chiesa. Sotto il soffio dello Spirito le esperienze dei discepoli diventano esperienze di amore: del creato, degli altri, di sé, del Signore. Questa l’opera di unificazione che lo Spirito attua. Fare di noi e dei nostri corpi degli atti di amore.