“Lo Spirito santo, il Consolatore, vi insegnerà ogni cosa”

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26 maggio 2019

VI domenica di Pasqua
Gv 14,23-29
di ENZO BIANCHI 

Nell’andarsene Gesù ci insegna l’arte di “lasciare la presa”: se ne va senza ansia per la sua comunità e per il suo destino, ma anzi con la fiducia che c’è lo Spirito, il Consolatore e Difensore. Lo Spirito santo agirà nella comunità da lui lasciata; insegnerà molte cose necessarie e che egli stesso, Gesù, si era inibito di insegnare perché la comunità non era pronta a comprenderle; darà ai discepoli una forza e tanti doni che essi non possedevano. “Lo Spirito santo vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto ciò che io vi ho detto”: promessa, questa, che vediamo realizzata nella vita della chiesa e nella nostra vita, nelle nostre storie.

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“Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”

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19 maggio 2019

V domenica di Pasqua
Gv 13,31-33a.34-35
di ENZO BIANCHI 

C’è nell’amore cristiano una forma, uno stile determinato da Gesù e da lui testimoniato nei vangeli. Se Gesù è maestro, lo è soprattutto nell’arte dell’amare. È facile parlare di amore o credere di vivere l’amore, ma viverlo come lo ha vissuto Gesù, a prezzo del dono della vita, è arte, è un capolavoro di amore, quindi è manifestazione della gloria di Dio che è gloria dell’amare. Il discepolo di Gesù, infatti, non si distingue perché prega, perché fa miracoli, o perché ha una sapienza raffinata: no, si distingue perché ama, ama gli altri come Gesù li ha amati, “fino all’estremo”.

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“Pietro, seguimi!”

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5 maggio 2019

III domenica di Pasqua
Gv 21,1-19
di ENZO BIANCHI
 

La “seconda conclusione” del vangelo secondo Giovanni è straordinaria perché non è tentata di raccontare fatti straordinari o sovrumani riguardanti Gesù risorto, ma vuole dirci solo la sua presenza discreta, elusiva, fedele e paziente in mezzo alla sua comunità. In essa emergono le due figure di Pietro e del discepolo amato. A Pietro spetta seguire Gesù, non mettere la mano sul discepolo amato dal Signore, che resta misteriosamente presente nella chiesa. Chi è visionario e vede con gli occhi di Cristo riconoscerà il Signore, mentre Pietro resta uno che non ha saputo riconoscere il Risorto se non su indicazione del discepolo amato, che rimane.

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La mano di Cristo, il pastore buono

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12 maggio 2019

IV domenica di Pasqua
Gv 10,27-30
di ENZO BIANCHI 

“Nessuno strapperà le mie pecore dalla mia mano”: queste parole del Signore Gesù Cristo sono e restano, anche nella notte della fede, anche nelle difficoltà a camminare nella notte, ciò che ci basta per sentirci in relazione con lui. Se anche volessimo rompere questa relazione e se anche qualcuno o qualcosa tentasse di romperla, non potrà mai accadere di essere strappati dalla mano di Gesù Cristo. Niente o nessuno, infatti, ci potrà mai separare dall’amore di Cristo.

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L’amore fedele del Risorto

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28 aprile 2019

II domenica di Pasqua
Gv 20,19-31
di ENZO BIANCHI
 

L’intero capitolo 20 del quarto vangelo narra la fedeltà di Gesù, che è il Veniente tra i suoi anche quando essi non lo meritano e non sono in sua attesa. Egli non si stanca di venire in mezzo ai suoi, facendo rinascere la chiesa e la testimonianza della sua resurrezione. Questa pagina è un canto alla misericordia del Signore che viene alla sua comunità con il perdono, con la remissione dei peccati, con la pazienza di un Dio che ci ama sempre, anche quando noi non lo meritiamo ed esitiamo a credere in lui.

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