Vegliare per discernere

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30 novembre 2025

I Domenica di Avvento
Matteo 24,37-44 (Is 2,1-5– Rm 13,11-14a)
di fratel Guido Dotti

Vegliare significa tener desti il cuore e la mente per discernere che l’imminenza del ritorno del Signore è intrinseca proprio al suo essere “Signore” del mondo e della storia. Il ritorno del Signore è alle porte non per un cronologico evolversi delle vicende umane, ma per un motivo profondamente legato al suo essere Signore: Cristo viene perché è amore.

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Libero da sé

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23 novembre 2025

XXXIV Domenica nell’anno
Luca 23,35-43 (2Sam 5,1-3 – Col 1,12-20)
di Luciano Manicardi

Gesù ha potuto annunciare con forza e autorevolezza l’esigenza dura e sconcertante del perdere la propria vita solo perché la viveva. E l’ha vissuta non solo sulla croce, ma in tutto il cammino terreno che alla croce l’ha condotto. Tutta la sua vita, ovvero tutta la narrazione evangelica, andrebbe letta avendo presente che ogni gesto e ogni parola di Gesù hanno dietro di sé questo atteggiamento di libertà dalla volontà propria.

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La faticosa perseveranza

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16 novembre 2025

XXXIII Domenica nell’anno
Luca 21,8-19 (
Ml 3,19-20a)
di Luciano Manicardi

Legata al discernimento, la perseveranza non ha nulla della rassegnazione e del passivo subire gli eventi, ma è un attivo prendere parte alla storia senza fughe dalla realtà, esercitando anzi un giudizio su persone e situazioni e dando così un fondamento interiore e spirituale all’agire quotidiano.

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Gesù, luogo di Dio

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9 novembre 2025

Dedicazione della Basilica Lateranense
Giovanni 2,13-22 (Ez 47,1-2.8-9.12 – 1Cor 3,9c-11.16-17)
di Luciano Manicardi

Il corpo di Cristo, ovvero Gesù nella sua relazionalità, nella sua piena umanità, narra e attualizza la presenza di Dio tra gli uomini. Lo Spirito santo, che secondo le Bibbia è la libera volontà di comunicazione e comunione di Dio con l’umanità, abita in Gesù, lo accompagna nel suo vivere, è indissociabile da lui e rende la sua persona il luogo di Dio nel mondo.

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La porta stretta della verità

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2 novembre 2025

Memoria dei fedeli defunti
Giovanni 6,37-40 (Gb 19,1.23-27)
di Luciano Manicardi

La morte di Gesù, compimento di una vita segnata dall’amore, diviene apertura di speranza e di vita per i credenti in lui: la morte è trasfigurata quando diviene un atto di amore. L’amore di Dio e di Gesù è all’origine della resurrezione, atto di amore. E la resurrezione è la promessa che Gesù fa nei confronti degli esseri umani, di coloro che Dio gli ha dato e che egli non perderà ma risusciterà nell’ultimo giorno.

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