Vangelo del giorno
17 giugno 2026
All’origine vi è innanzitutto un’impossibilità all’incontro, un ostacolo che si frappone, una distanza che separa: “E non potevano incontrarlo” (v. 19). Colpisce e interroga questa lontananza mostrata da parte di chi sembrerebbe il più vicino in forza di un legame di prossimità che dovrebbe unire le persone più familiari. Per tre volte nel testo si ribadisce il vincolo di parentela, insistendo sugli aggettivi possessivi, che denotano una progressione nella vicinanza: “sua madre e i suoi fratelli” (v. 19), “tua madre e i tuoi fratelli” (v. 20), “mia madre e i miei fratelli” (v. 21).
Vangelo della domenica
21 giugno 2026
Mt 10,26-33 (Ger 20,10-13)
XII domenica del tempo ordinario
di sorella Silvia
La paura, che in vari modi attraversa il cammino dei credenti, è superata con la certezza interiore di avere il Signore accanto, di non essere soli, di non essere abbandonati. Questa certezza pertiene alla verità della fede. È il sapere di potersi fidare di Dio, di poter contare sempre e comunque su di lui. È la certezza di sentire che, anche nelle situazioni più dolorose, Dio non ci abbandona.