La morte non eroica di un grande uomo

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6 febbraio 2026

Giovanni Battista, “il più grande tra i nati da donna”, il profeta che unisce l’antica alla nuova alleanza, viene imprigionato e ucciso da Erode a causa della sua parola profetica. Tuttavia la sua morte non è una morte eroica: egli viene ucciso per il capriccio di una ragazza e per la debolezza di un re. Ancora oggi quanti uomini e donne vanno incontro alla morte per il “capriccio dei potenti”! Essere testimoni del Signore Gesù significa non chiudere gli occhi di fronte all’ingiustizia.

“Andate, rimanete”

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5 febbraio 2026

Gesù “chiama a sé i Dodici”. È un gesto forte questo di chiamare a sé, di radunare per accordare gli sguardi, e i cuori. Li chiama a sé non per tenerli legati a sé. Li chiama perché, a partire dalla relazione con lui, loro possano essere inviati, possano portare l'annuncio della buona notizia: la presenza del Signore nel bel mezzo dei giorni. Andando e rimanendo.

Trasfusione di vita

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3 febbraio 2026

Due racconti si intrecciano in questa pagina del Vangelo di Marco. Due racconti in cui i protagonisti sono dei corpinei quali la vita lotta contro la morte. Due racconti in cui dei corpi già abitati, in vita, dalla morte, sentono il flusso della vita defluire da loro e la morte rendere impotente ogni loro battaglia per la vita.

“Non avete ancora fede?”

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31 gennaio 2026

Gesù ha appena concluso una serie di parabole rivolte alle folle e soprattutto ai suoi discepoli, a noi. In queste parabole aveva sottolineato con forza l’esigenza di accogliere la sua parola, di aderire e credere  alla sua parola; non tanto di capire, ma di accogliere la sua parola, aderire, credere alla sua parola che dà senso e direzione alla nostra vita. Di fronte all’annuncio del Regno non si tratta tanto di capire ma di accogliere.

Tre inviti

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29 gennaio 2026

Il vangelo di oggi contiene tre inviti. Il primo è un invito alla trasparenza, alla limpidezza, alla luminosità. È appello a vivere nella luce e non nelle tenebre, al chiaro e vero e non nello scuro e ambiguo. “Viene forse la lampada” sembra più una personificazione, ma come può una lampada venire a noi? E allora la lampada è il Signore, che con la sua presenza e la sua parola porta luce, forza per uscire dal male che ci abita per vivere nella libertà.

La patria non può accogliere un profeta

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4 febbraio 2026

Gesù va “nella sua patria” e “tra i suoi” insieme ai discepoli. Ci va, come dappertutto, per annunciare l’Evangelo. Ma proprio lì trova una sordità speciale, che quasi ammutolisce la sua parola e che subito diventa rifiuto della sua persona. 

L’incontro con il Dio-con-noi

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2 febbraio 2026

Un uomo e una giovane donna, sceltisi e insieme pre-scelti sempre per amore, a poco a poco lo scopriranno durante i loro giorni, sono in cammino verso Gerusalemme, in braccio un bambino, il loro primogenito.
Passi verso il tempio, due colombe per presentarlo come prescritto dalla legge del Signore per i più poveri, un sigillo prescritto per ogni maschio a riscatto di un antico privilegio e salvezza accordata a tutti i maschi dei figli del popolo di Israele durante la schiavitù di Egitto, la notte dell’uscita verso la libertà.

Parabole di fiducia e speranza

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30 gennaio 2026

Siamo alla fine del capitolo in cui l’evangelista Marco ci presenta Gesù  che come un seminatore getta il seme della sua parola per far luce sul “mistero del Regno di Dio”. Regno che è lui stesso, la sua persona, la sua storia. Gesù è la Parola che pone la sua tenda in mezzo a noi (cf. Gv 1.14). Gesù è il Dio che attraverso l’incarnazione si immerge nella “terra” che è l’uomo, la creatura che lui stesso ha formato sporcandosi le mani con le nuda terra, plasmandola a sua immagine e somiglianza dandole vita con un soffio proveniente dal profondo del suo cuore.

Il lavoro dell’ascolto

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28 gennaio 2026

Nell’odierna pagina evangelica Gesù delinea il processo della Parola che, seminata in abbondanza, può non venire accolta da quegli ascoltatori da lui identificati nel terreno calpestato, sassoso, spinoso. La parabola dice che l’ascolto è un lavoro, un’ascesi e consiste anzitutto nel movimento della interiorizzazione