5 febbraio 2026
Gesù “chiama a sé i Dodici”. È un gesto forte questo di chiamare a sé, di radunare per accordare gli sguardi, e i cuori. Li chiama a sé non per tenerli legati a sé. Li chiama perché, a partire dalla relazione con lui, loro possano essere inviati, possano portare l'annuncio della buona notizia: la presenza del Signore nel bel mezzo dei giorni. Andando e rimanendo.
3 febbraio 2026
Due racconti si intrecciano in questa pagina del Vangelo di Marco. Due racconti in cui i protagonisti sono dei corpinei quali la vita lotta contro la morte. Due racconti in cui dei corpi già abitati, in vita, dalla morte, sentono il flusso della vita defluire da loro e la morte rendere impotente ogni loro battaglia per la vita.
31 gennaio 2026
Gesù ha appena concluso una serie di parabole rivolte alle folle e soprattutto ai suoi discepoli, a noi. In queste parabole aveva sottolineato con forza l’esigenza di accogliere la sua parola, di aderire e credere alla sua parola; non tanto di capire, ma di accogliere la sua parola, aderire, credere alla sua parola che dà senso e direzione alla nostra vita. Di fronte all’annuncio del Regno non si tratta tanto di capire ma di accogliere.
29 gennaio 2026
Il vangelo di oggi contiene tre inviti. Il primo è un invito alla trasparenza, alla limpidezza, alla luminosità. È appello a vivere nella luce e non nelle tenebre, al chiaro e vero e non nello scuro e ambiguo. “Viene forse la lampada” sembra più una personificazione, ma come può una lampada venire a noi? E allora la lampada è il Signore, che con la sua presenza e la sua parola porta luce, forza per uscire dal male che ci abita per vivere nella libertà.