Donne: un disordine che porta salvezza
8 settembre 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 1,1-16 (Lezionario di Bose)
1Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
12Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
L’elenco di antenati di Gesù che apre il primo vangelo è una storia tutta maschile e regolare ma che conosce fratture e dissimmetrie in cui emergono figure femminili: Tamar, Racab, Rut, Betsabea e infine Maria. Donne soggetto di storie che creano crepe nella grande storia generando il disordine salvifico. Esse introducono le feritoie attraverso cui si realizza la storia di salvezza e così ci ricordano che quest’ultima è la salvezza di storie: famigliari e personali, di nomi e di volti. Quali storie richiamano i primi quattro elementi disturbanti?
Tamar, nuora di Giuda, di cui aveva sposato il figlio Er, si finge prostituta e si unisce a Giuda che aveva rifiutato di darla in moglie a suo figlio Sela disobbedendo alla legge del levirato e smentendo la promessa da lui stesso fatta a Tamar. Quando viene annunciato a Giuda che sua nuora si è prostituita ed è rimasta incinta, egli ordina che sia bruciata viva, ma lei esibisce le prove che Giuda stesso è colui che si è unito a lei e allora Giuda confessa: “Lei è più giusta di me: infatti io non l’ho data a mio figlio Sela” (Gen 38,26). Tamar è la donna che persegue il diritto e la giustizia a rischio della propria vita. Vi è un eccesso, un usare mezzi non proprio corretti o civili perché a volte non è possibile fare diversamente per ottenere giustizia.
Racab è una prostituta che salva la vita di due ebrei inviati da Giosué a esplorare il territorio di Gerico. Li nasconde e con una menzogna allontana chi era venuto a catturarli. È colei che ospita e si prende cura di due vite minacciate, facendo molto più di quanto a lei richiesto e mettendo a rischio la propria vita. Vi è anche qui un eccesso, un andare oltre, perché per salvare una vita a volte occorre proprio questo.
Rut è la donna della radicalità dell’amore. Perde tutto per stare con la suocera, Noemi. Rut è la follia dell’amore che si esprime con massimalismo: “Dove andrai tu, andrò anch’io, dove morirai tu, morirò anch’io” (Rut 1,16-17). Vi è uneccesso in Rut, che trova fondamento in quell’amore che, come la rosa, è senza un perché. Rut è donna decisa, risoluta, che si autodetermina correndo i suoi rischi: si fa straniera, entra in un popolo che non è il suo, si spoglia delle sue abitudini e sicurezze e immette nella sua vita una novità radicale che la renderà antenata del Messia.
Betsabea è ricordata come colei che “era stata la moglie di Uria” (v. 6) e così viene sottolineato il peccato di Davide che si invaghì di lei, la prese con sé e la mise incinta, ne fece uccidere il marito facendo passare per incidente di guerra l’omicidio. Questa storia dice sì il peccato, ma di Davide, non di Betsabea. Betsabea è la vittima, è stata stuprata dal re, che si è macchiato di un peccato della forza. Qui l’eccesso è nel male che Betsabea subisce ma che non impedisce che il figlio nato da lei entri nella genealogia del Messia.
Questa storia sfocia nella generazione di Gesù. E qui la discontinuità è espressa da quel “fu generato Gesù” (cf. v. 16). Si interrompe la regolarità de “il tale generò il tal altro” con il sorprendente “fu generato”. E le vicende delle donne sopra ricordate trovano il loro punto culminante nella storia di Giuseppe e di Maria e nella nascita di Gesù.
fratel Luciano