Ombra e luce
13 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 17,1-13 (Lezionario di Bose)
In quel tempo, 1Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
10Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. 12Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro». 13Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
I versetti precedenti danno il «la » per entrare nel nostro testo. Il vangelo non nasconde i contrasti: ombre e luce. « Chi vuol salvare la propria vita, la perderà, (ombra) ma chi perderà la propria vita per causa mia la troverà» (luce) (16,25); e poi viene il nostro testo: “Una nube luminosa li coprì con la sua ombra” (v. 5) ombra e luce. “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti” (v. 9) ombra della croce e luce della resurrezione.
Il racconto della trasfigurazione di Gesù, con l’esperienza che i discepoli hanno fatto, è anche il racconto della vita di ciascuno di noi. Siamo, in quanto cristiani, presi tra ombre e luce. Ombra quando cerchiamo di "salvare" la nostra vita e percepiamo Dio come una nube potente e ombrosa che ci manda le prove, malattia, lutti ecc… Luce quando ci lasciamo attrarre dalla luce che brilla sul volto di Cristo, leggendo le Scritture simboleggiate da Mosè, la Legge, ed Elia, la profezia.
Come i discepoli siamo stupiti e turbati davanti alla via che la vita prospetta, ombre e luce insieme. Grano e zizzania insieme. Regno di Dio percepibile nella pasta che lievita ma invisibile. Gesù, uomo che sopporta fatiche, tentazioni, la passione; e Gesù luminoso nella fede nel suo Dio che è già il Regno promesso, la terra promessa nel nostro oggi. I discepoli e noi con loro, siamo sorpresi e stupiti che tale luce possa illuminare le nostre ombre e dar loro una direzione. Gli occhi si aprono sul segreto intimo della vita di fede dell’altro, la sua “luce”, l’amore che proviene dallo Spirito capace di illuminare le ombre.
Una luce che ci indica una via: “ascoltatelo”. Ascoltarlo è ascoltare Dio fatto di carne come la nostra, capace di condurci verso la sua luce. Come la carne ci è data, la fede ci testimonia che anche la luce ci appartiene. La trasfigurazione è la rivelazione di quello che siamo e possiamo essere se aderiamo al Cristo, se perdiamo la nostra vita per trovarla in lui. Ricordiamoci, quando siamo imprigionati nella ricerca ombrosa della salvezza propria, quando siamo incapaci di affidarci al Signore (16,25), che Cristo è il nostro fratello di carne e di Spirito “primogenito di quelli che risorgono dai morti” (Col 1,18) e che la sua via è la nostra quando aderiamo a lui, quando ci affidiamo a lui e prendiamo le nostre responsabilità per seguirlo.
La trasfigurazione, è anticipo della risurrezione. Il testo ci dice che la luce precede la tenebra, anche se a volte pensiamo proprio il contrario. Gesù mostra ai discepoli la propria luce per prepararli a vivere la sua passione nella fede e non nelle ombre: i discepoli non saranno in grado di farlo, ma resteranno comunque i suoi discepoli nella fede che Gesù ha in loro, appunto perché lui vede la loro luce al di là delle loro ombre. Gesù attraverserà la passione, le ombre umane, con la luce interiore della resurrezione.
La resurrezione non è un contentino alla fine di una vita tribolata, è la luce che ci sostiene nelle ombre come ha sostenuto Gesù, la cui carne è tutta luce per chi sa vederla.
sorella Sylvie