L’autorità di far crescere la vita

Foto di Charles Robert su Unsplash
Foto di Charles Robert su Unsplash

2 luglio 2026

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 9,1-8  (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù, 1salito su una barca, passò all'altra riva e giunse nella sua città. 2Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». 3Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». 4Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? 5Che cosa infatti è più facile: dire «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati e cammina»? 6Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati - disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va' a casa tua». 7Ed egli si alzò e andò a casa sua. 8Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.


L’evangelista Matteo, in questa sezione, racconta tutta una serie di azioni di Gesù che rivelano la sua autorità (exousìa). È il suo potere di guarire e sanare fino alla radice del male. Condizione perché questo avvenga è che esso incontri la fede/fiducia dell’uomo.

Dopo l’impressionante racconto della liberazione di due persone possedute da demoni in terra pagana, ecco il brano odierno, che narra la guarigione fisica e spirituale di un uomo paralizzato nella città di Cafarnao. 

L’azione di Gesù è resa possibile dalla fede di coloro che gli presentano quest’uomo, il quale, peraltro, sembra essere ridotto a oggetto. È un malato sdraiato su un letto, incapace di muovere le proprie membra e, inoltre, appare paralizzato anche nella capacità di comunicare.

Gesù lo guarisce interamente, nel corpo e nell’anima. Le sue parole rivolte al malato - “Coraggio, figlio, ti sono rimessi i peccati” (v. 2) - hanno lo stesso significato che dire: “Alzati e cammina” (v. 5). La parola di Gesù possiede la forza creatrice della parola di Dio delle origini: essa fa ciò che dice. “Alzatosi, (quella persona paralizzata) se ne andò a casa sua” (v. 7).

Per l’uomo antico esiste uno stretto legame tra malattia e colpa. Leggiamo, per esempio, nel Salmo 31,11: “per la colpa inaridisce il mio vigore, si consumano le mie ossa”. Oppure nel Salmo 32: “Beato l’uomo assolto dalla colpa… Finché tacevo si consumavano le mie ossa… si inaridiva il mio vigore” (v. 1. 3). E ancora, nel Salmo 38: “Per il mio peccato neppure un osso è intatto… le mie piaghe sono infiammate e purulente” (v. 4. 6). Anche Gesù, come uomo del suo tempo, riconosce questo legame quando dice: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati: io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mc 2,17).

Anche se oggi non riconosciamo più una relazione intrinseca tra malattia e colpa - e abbiamo in gran parte smarrito il senso del peccato - l’uomo contemporaneo riconosce comunque un legame tra corpo e psiche. Esistono infatti le malattie psicosomatiche. Inoltre, accade spesso che una persona, alla diagnosi di una malattia del corpo, si interroghi sulla qualità e sull’equilibrio della propria vita psicologica e spirituale e ricominci a prendersene cura.

È proprio ciò che Gesù fa in questo episodio: non si concentra anzitutto sulla cura dei sintomi e degli effetti, ma va alla causa. Per questo dice al paralizzato: “Ti sono rimessi i tuoi peccati”.

L’azione di guarigione integrale suscita in alcuni scribi malintenzionati un grido di scandalo: “Costui bestemmia!” (v. 3). Gesù coglie l’occasione per rivelare dove si annida il peccato e perché esso esercita un effetto paralizzante sulla vita dell’uomo. Infatti, alla radice del peccato ci sono i pensieri malvagi (cfr. v. 4): essi paralizzano il libero circolare dell’amore e generano chiusura, diffidenza, violenza, indifferenza, disfattismo e ogni altra forma di male. L’amore, invece, è la linfa buona che sviluppa e sostiene la vita sana nell’essere umano, sia del singolo sia di ogni forma di convivenza sociale.

L’autorità (exousìa) di far crescere la vita mediante l’amore è davvero affidata alle mani di ciascuno/a di noi.

sorella Alice