Pensare le cose di Dio

Dettaglio della parete esterna del battistero di Biella
Dettaglio della parete esterna del battistero di Biella

9 marzo 2026

Dal Vangelo secondo Matteo - Mc 8,27-33 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 27Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. 31E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».


“La gente” aspetta un altro, uno diverso da Gesù che chiede a chi “lo vuole seguire” la scomoda lotta di quello che Lui sta dicendo e facendo: “rinnegare se stessi”, “prendere la propria croce”, “perdere la propria vita (8,34-35). 

Nella risposta della gente “uno dei profeti… Elia… Giovanni Battista” (8,28), riportata dai discepoli, si è rimandati alle parole di Erode: “Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!” (6,16) e alle parole stesse di Gesù: “Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire ….” (cf. Mt 17,12)

Gesù conosce questa logica della “gente” e di “quella volpe” (cf. Lc 13,32) e prova a restringere il cerchio per verificare se tra i suoi più vicini è accaduto o sta accadendo qualcosa di diverso. Gesù vuol testare il livello del “pensare le cose di Dio”, pensare che fa passare dalla schiavitù alla libertà, a cui sono giunti i discepoli e domanda: “Ma voi chi dite che io sia?” (8,29). 

Pietro è il termometro che misura la febbre del contagio del pensare della gente e del pensare del potere, del “pensare le cose degli uomini” (8,33)  tra i discepoli.

Se nella prima parte della risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo” (8,31), troviamo “la via tribolata e la porta stretta” (cf. Mt 7,14) della libertà, nella seconda parte nel “rimprovero” e nell’atto di sequestrare “prendere Gesù in disparte” (8,32) troviamo    “la via larga e la porta spaziosa” della    violenza e della menzogna.

Nel mezzo tra la prima parte e la seconda parte che cosa è avvenuto? Un trauma per Pietro, le parole franche di Gesù: “sofferenza”, “riprovazione”, “uccisione”, “risurrezione” (8,31) lo hanno traumatizzato.

Pietro rivela nella sua ribellione un anticipo di probabile “rinnegamento di Gesù” che poi in effetti accadrà “tre volte” come Gesù li predice. (cf. Mt 26,34) 

Pietro giungerà solo un giorno a “piangere amaramente” (cf. Mt 28,75) a pentirsi e quindi “rinnegare se stesso, a portare la propria croce, a perdere la propria vita per il Vangelo.”

Ora esprime parole e azioni che dicono che è al servizio del divisore, del manipolatore della Parola di Dio che dice quello che ha detto fin dalle origini: “morire non morirai” (cf. Gen 3,4), la parola del serpente , di “Satana” come lo chiama Gesù (8,33).

Gesù insegna a Pietro e a ciascuno di noi che per “il Figlio dell’uomo” c’è una “necessità”, in greco “dei” , “bisogna” (8,31), ma nel “Figlio dell’uomo” questa necessità, non dell’essere uccisi, ma necessità ultima del morire è di ciascuno di noi, di ogni essere umano. 

Qual è questa necessità se non quella detta dal Creatore al primo essere vivente? “Morire tu morirai” (cf. Gen 2,17) subito manipolata dal serpente in “morire non morirai”!

“Pensare le cose di Dio”. (8,33) Questo è il faticoso lavoro sul come pensare, impegnativo lavoro sul che cosa pensare che Gesù indica a Pietro e a tutti noi lettori. 

Qui “nei villaggi attorno a Cesarea di Filippo”, l’antica Paneas, oggi conosciuta come Banias,  luogo sacro dedicato al dio Pan, allettante alternativa semplice e leggera alla fede ebraica, Pietro preferisce “pensare le cose degli uomini”, preferisce “la via larga e la porta spaziosa.” (cf. Mt 7,13).

fratel Giuseppe