Compimento di una vocazione
3 aprile 2025
Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,35-45
In quel tempo 35si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Oggi il vangelo ci mostra tutta la pazienza del Signore verso le nostre pretese di grandezza, le nostre presunzioni di fedeltà e forza, le nostre mancanze di umiltà, di comunione, di compassione.
Il vangelo oggi ci parla di quei sentimenti e quelle dinamiche che abitano in nostri giorni e le nostre relazioni e che il Signore è venuto a correggere con il suo amore paziente, immettendo vita lì dove noi spargiamo semi di inimicizia, di prepotenza e di sfregio alla comunione.
I dodici erano stati scelti da Gesù perché stessero con lui. Ma anche in quel gruppo sorgono rivalità e concorrenze, ricerche di privilegi e pretese, dinamiche di “carrierismo” e di “rigetto”.
Ci sono due fratelli, due della prima ora che, forse proprio forti di questo, chiedono a Gesù due posti di prestigio nella sua gloria.
Essi guardando al cammino fatto con Gesù e all’oggi che condividono con lui si proiettano già nel regno, scavalcando ciò che c’è nel mezzo: il calice e il battesimo della passione e morte del loro Signore.
Eppure Gesù, nel vano tentativo di prepararli, ha appena annunciato per la terza volta quale è il futuro ormai prossimo che lo attende. Lui di quegli eventi ne ha ormai una lucida consapevolezza mentre loro sembrano proprio rimuoverli e non capire affatto.
I due fratelli domandano qualcosa per loro, separandosi e distinguendosi da tutti gli altri, Gesù insegna loro che la logica del vangelo, la sua logica, è quella “per-gli-altri”, quindi non pensare di ricevere per sé ma donare tutto avendo a cuore la vita degli altri.
Ma Gesù non si spazientisce neppure di fronte alla presunzione di Giacomo e Giovanni che rispondono in modo goliardicamente positivo alla domanda sulla loro capacità di sopportare l’amarezza del calice e l’immersione del battesimo e, accogliendo il loro incosciente entusiasmo, gli ricorda che non devono pensare che questo possa essere motivo di privilegi o meriti ma che è solo compimento della propria vocazione, del proprio sì al Signore …e ricorda loro che nel Regno c’è posto per tutti, un posto già pronto per grazia non per merito.
Infine Gesù esercita una infinita pazienza anche verso gli altri dieci discepoli che restano sdegnati dell’atteggiamento di Giacomo e Giovanni e ricorda a tutti che non devono ragionare secondo le logiche mondane del potere e della grandezza perché Il Signore non considera grande chi si innalza sugli altri con prepotenza e forza, dominando e opprimendo, ma chi serve e dà la vita per gli altri, come ha fatto lui.
Gesù oggi ci insegna la sua pazienza, quella pazienza che nella sua vita più e più volte ha esercitato verso tutti: le persone bisognose che lo assalivano e continuamente lo interpellavano, i suoi avversari che tramavano contro di lui, i suoi discepoli così lenti a capire e ad assumere il suo passo e il suo stile.
Ci sia dato di tenere fisso il nostro sguardo su Gesù per imparare la sua “santa pazienza” che tutto sopporta dando sempre a tutti una possibilità di rinascita, di conversione, di resurrezione.
sorella Ilaria