Preghiera per il tempo di Quaresima: giovedì

12 marzo 2026

MARTIROLOGIO

INTRODUZIONE

Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca canterà la tua lode
Dio, fa’ attento il mio orecchio
perché ascolti la tua parola.

Fammi ritornare e io ritornerò
perché sei tu il Signore, mio Dio
nel mio smarrimento sono pentito
ravveduto mi batto il petto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito santo
com’era nel principio, ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO

Sapremo nel deserto
resistere al maligno
nell’ora della lotta
il Nome tuo invocare?

Sul monte della luce
vedremo la tua gloria
il Figlio sempre amato
per noi trasfigurato.

Sapremo nella morte
amare e ancora amare?
il bacio del Risorto
sarà respiro eterno.

Nel Regno senza fine
saremo accanto a Cristo
seduti al suo banchetto
vivremo in comunione.

A te la nostra lode
Signore nostro Dio
a te, tre volte santo
è gloria in ogni tempo.

SALMO 142

2 A gran voce io grido al Signore
a gran voce supplico il Signore
3 davanti a lui sfogo il mio lamento
a lui espongo la mia angoscia.

4 Quando il mio respiro viene meno
sì, tu conosci il mio cammino
sul sentiero dove io avanzo
hanno teso un laccio per me.

5 Guarda attorno a me e vedi
nessuno che voglia riconoscermi
ogni scampo è perduto per me
nessuno si cura della mia vita.

6 Io grido a te, Signore
e dico: «Sei tu il mio rifugio,
la mia porzione nella terra dei viventi!».

7 Sii attento alla voce del mio pianto
perché sono sfinito, all’estremo
strappami dai miei persecutori
perché sono più forti di me.

8 Fa’ uscire la mia vita dal carcere
affinché renda grazie al tuo Nome:
intorno a me si stringeranno i giusti
perché mi colmerai di bontà.

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 9,14-29 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 14arrivando presso i discepoli, Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. 15E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. 16Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». 17E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. 18Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». 19Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». 20E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. 21Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; 22anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». 23Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». 24Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». 25Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». 26Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». 27Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
28Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». 29Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Se vuoi, leggi il commento a questo vangelo fatto da un fratello o una sorella di Bose

INTERCESSIONE

℟. Vieni in nostro aiuto, Signore!

Quando veniamo a te con il nostro peccato,
tu fai sovrabbondare la tua grazia. ℟.

Quando ti presentiamo la nostra infermità,
tu la curi con tenerezza e la guarisci. ℟.

Quando fuggiamo la tua paternità,
nella tua misericordia ci vieni a cercare. ℟.

Quando il nostro cuore ci rimprovera,
tu, o Dio, sei più grande del nostro cuore. ℟.

Quando conosciamo la malattia e la vicinanza della morte,
donaci la forza di parlare con te del nostro esodo. ℟.

ORAZIONE

Preghiamo:

Padre santo e buono,
Gesù tuo Figlio è vissuto in mezzo a noi
come un medico per quelli che si riconoscevano malati:
rendici consapevoli del nostro peccato,
affinché cerchiamo in lui la nostra guarigione
e possiamo cantare
la nostra comunione con te e i nostri fratelli e sorelle.
Tu che vivi e regni ora e nei secoli dei secoli.

– Amen.

PADRE NOSTRO

BENEDIZIONE

Benediciamo il Signore
– rendiamo grazie a Dio.

La parola di Dio dimori in voi
e tra di voi abbondantemente
e tutto si compia nel Nome del Signore Gesù.
– Amen.


Musica e testi:
Ecco il Signore viene, Edizioni Qiqajon
Salterio di Bose, Edizioni Qiqajon 
La preghiera dei giorni, Edizioni Qiqajon