Il patriarca Neofit di Bulgaria è ritornato al Padre

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È morto all’età di all’età di 78 anni Sua Beatitudine Neofit, patriarca della Chiesa Ortodossa bulgara e metropolita di Sofia (1945-2024). Nato in una povera famiglia di origine cristiana e formatosi negli anni della dittatura comunista, nel corso della sua lunga carriera ecclesiastica è stato, tra l’altro, direttore del coro dei Sacerdoti di Sofia, rettore della facoltà teologica dell’Università di Sofia, segretario capo del Santo Sinodo negli anni dello scisma che ha diviso la Chiesa bulgara (1996-2002), rettore della cattedrale di Alexander Nevskij, metropolita di Durostoro e Červen, prima di essere eletto patriarca nel 2013. Due fratelli della nostra comunità in quell’occasione parteciparono alla cerimonia di intronizzazione del neopatriarca a Sofia, ed ebbero modo di incontrarlo.

In una difficile situazione ecclesiale, sia interna che esterna, il suo carattere mite gli ha permesso di guidare la chiesa con equilibrio e discernimento. Nonostante la sua Chiesa abbia deciso, già nel 1998, di uscire da ogni dialogo ecumenico ufficiale, revocando la sua adesione al Consiglio ecumenico delle Chiese di Ginevra, nel maggio 2019, il patriarca Neofit ha voluto incontrare papa Francesco durante la sua visita apostolica in Bulgaria e ha ripetutamente inviato messaggi e rappresentanti ai convegni ecumenici internazionali di spiritualità ortodossa che si sono tenuti ogni anno a Bose.
Nel settembre 2014 in occasione del XXII convegno sul tema “Beati i pacifici” il patriarca ha indirizzato ai partecipanti queste parole augurali che manifestano una profonda ispirazione evangelica: “Dio ha creato gli uomini per vivere nella pace e nell’amore tra loro, senza di essi sono impensabili sia il benessere terreno, sia la salvezza e la beatitudine eterna. Fino a che, però, le nostre azioni e le nostre decisioni saranno determinate non dall’amore fraterno, ma delle passioni che si agitano dentro di noi, questa pace, tanto attesa, questo benessere agognato, rimarranno irraggiungibili per noi. Vi lascio la pace; vi do la mia pace (Gv 14,27) – ha detto il Signore Gesù Cristo. Ma il dono benedetto della pace dipende anche dagli sforzi umani, perché i doni dello Spirito santo si manifestano solo là, dove ci sono il pentimento e la ricerca della giustizia divina”.

Nel 2020 papa Francesco volle donare al patriarca Neofit alcune reliquie di san Clemente papa e di san Potito martire e nel messaggio scritto per l’occasione il patriarca definì questo dono "una grande benedizione e un ponte spirituale tra la Chiesa di Bulgaria e la Chiesa di Roma", ricordando altre reliquie di santi comuni donate da papa Giovanni Paolo II e da papa Benedetto XVI nel 2002 e nel 2006.
Come si legge sul sito del Patriarcato bulgaro, "in conformità con lo Statuto della Chiesa ortodossa bulgara, il membro più anziano della composizione ridotta del Sinodo, il Metropolita Giovanni di Varna e Veliki Preslav, ha assunto temporaneamente le funzioni di Vicepresidente del Santo Sinodo".

I fratelli e le sorelle di Bose sono vicini ai fedeli della Chiesa ortodossa di Bulgaria in questo momento intenso e delicato..