Vangelo del giorno
3 gennaio 2026
Il prologo di Giovanni è un grande poema che canta la vita di Dio, canta il Dio della vita. Dio si invita nel nostro mondo come Verbo, Parola e luce. Un mondo, il nostro, avvolto in un silenzio muto e coperto da tenebre. Ecco il mondo del caos primordiale, prima che la Parola di Dio, il Verbo, e la sua luce non fossero intervenuti. Silenzio in attesa, silenzioso fruscio dello Spirito di Dio aleggiante sulle acque.
Vangelo della domenica
4 gennaio 2026
II domenica dopo Natale
Giovanni 1,1-18 (Sir 24,1-4.12-16 – Ef 1,3-6.15-18)
di fratel Guido Dotti
Il mistero della Parola fattasi carne contiene un interrogativo rivolto a ciascuno di noi su quali sono le nostre “cose più care” ed è un pressante invito a custodire tra le cose più care l’umanità di Dio rivelata nel figlio di Maria, a considerare la dignità irriducibile di ogni essere umano come la cosa più cara che ci è data ogni giorno di incontrare, e a riscoprire la nostra propria umanità come la cosa più cara che ci è stata affidata e di cui ci sarà chiesto conto.