Rimanere nel suo amore
20 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,15-21 (Lezionario di Bose)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 15«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Nel giorno in cui la chiesa fa memoria di Bernardo, monaco del XII secolo che Dante ha scelto come guida nel viaggio immaginario della Commedia (cf. Paradiso XXXI), il passo del vangelo secondo Giovanni ci restituisce la trama di un dialogo profondo di Gesù con i discepoli, proprio mentre si avvicina il tempo della sua morte e resurrezione. Gesù consegna ai discepoli di ieri e ai credenti di oggi una possibilità e una promessa : rimanere nel suo amore, osservando i comandamenti.
Dall’osservanza dei comandamenti, segno dell’amore per Gesù, scaturisce la preghiera di Gesù stesso al Padre affinché dia ai suoi un’altra presenza di amore, sapienza, consolazione e gioia : lo Spirito, che in un certo senso prenderà il posto di Gesù stesso, ma che sospingerà i credenti anche oltre la sua esperienza, le sue parole, i suoi gesti. Lo Spirito dimorerà in ogni persona, insegnerà, ricorderà, non verrà mai meno nella storia e nella vita di ciascuno. Non solo lo Spirito, però : anche Gesù stesso sarà ancora presente nei discepoli, come i discepoli in Gesù. Lo potranno vedere, perché Gesù vive e anche i discepoli vivranno (cf. Gv 14,18-20).
« Se mi amate, osserverete i miei comandamenti », « Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama » : una dinamica di amore-azione evocata anche alcuni versetti prima, quando Gesù aveva detto « Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio » (Gv 14,13). Notiamo allora che Gesù chiede ai discepoli qualcosa che lui stesso, nel suo amore, ha compiuto e continua a compiere: esaudire le preghiere di chi crede, fare ciò che il credente gli chiede.
Potremmo domandarci : quali comandamenti possiamo accogliere e osservare per restare ancorati al flusso vitale di amore narrato da Gesù e sperimentato - per intuito e nell’avvicendarsi della storia - da tanti popoli sulla terra? « Maestro, qual è il grande comandamento ? » (Mt 22,36), « Maestro, che cosa devo fare? » sono domande di ieri e di oggi (cf. Lc 10,25-37). Come nella parabola del buon Samaritano, raccontata per rispondere alla domanda « Chi è il mio prossimo ? » (cf. Lc 10,25-37), davanti alle persone che sono vulnerabili, senza voce, inermi, indifese, possiamo scegliere di non “passare oltre”. Così accoglieremo il comandamento di amare Dio e il prossimo, Dio nel prossimo.
Come approfondire e orientare la comprensione che generalmente abbiamo di chi sia il prossimo, e quindi anche discernere chi è il « povero e misero » di cui farsi carico (cf. Sal 41,1-3) ? La prossimità del Risorto può liberare dalla paura e dalla diffidenza i discepoli (« Non vi lascerò orfani, verrò da voi »), i quali come bambini resi sereni e fiduciosi per la presenza di qualcuno che li fa sentire al sicuro, possono a loro volta muovere dei passi verso altri, verso chi non conoscono. Liberati dalla paura per sé stessi e per la loro vita, potranno donare la vita per altri.
Bernardo di Chiaravalle scrive, in un testo dal titolo Sul dovere di amare Dio, « Che cosa renderò a Dio per il dono che mi ha fatto di sé ? Se anche potessi spendere mille volte la mia vita […]? ». Lui osservava rapito la sproporzione tra l’amore che aveva riceuto e quello che donava e si sentiva, pertanto, « debitore di sé stesso ».
sorella Chiara