Cosa significa obbedire a Dio
5 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 15,1-9 (Lezionario di Bose)
1In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: 2«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». 3Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?
4Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte.
5Voi invece dite: «Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un'offerta a Dio, 6non è più tenuto a onorare suo padre». Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione.
7Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:
8Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
9Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini».
Il brano del Vangelo odierno descrive il momento in cui Gesù ritorna a Nazaret, luogo delle sue origini che diventa però emblema di un nuovo inizio per lui e i discepoli.
È in questo nuovo panorama che alcuni farisei e scribi giunti da Gerusalemme criticano l’autenticità del suo insegnamento in materia di fedeltà ai precetti di Dio. Il gruppo compatto degli esperti della Legge non trova però modo migliore di farsi intendere dal rabbi che lanciare accuse ai discepoli, quasi fossero loro a dover rendere conto della dottrina del maestro.
Gesù quindi offre a tutti un insegnamento prezioso richiamando l’attenzione sull’esattezza del linguaggio che si usa perché altro è la Parola di Dio, altro le tradizioni invalse nel tempo.
La prima può trovare attualizzazione nelle seconde, certo; serve però una corrispondenza tra parola e azione e soprattutto un chiaro riferimento alla sua origine: “L’uomo vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4). Gesù cioè non polemizza, ma riporta tutti a quella prospettiva di ascolto personale e di obbedienza fiduciosa che sola può sostenere la sequela, inclusa la sua. Ci invita a vivere una fedeltà capace di fare unità tra gesto e parola, una fedeltà che porti “a compimento” l’ascolto della Parola (Mt 5,17). Ecco l’etica che intende fare della parola il luogo di purificazione delle intenzioni del cuore.
È questo infatti l’inganno del gruppo che propone il legalismo come criterio di obbedienza alla volontà di Dio. Gesù invece propone un’altra forma di obbedienza tramite il rifiuto di ogni forma di ipocrisia.
È fin dall’inizio del suo ministero che Gesù nella pratica dell’elemosina, del digiuno e della preghiera (Mt 6,2.5.16) lasciava intravvedere una nuova modalità di adempimento dei comandamenti. Ora si tratta di osservare la stessa coerenza nell’onorare chi ci ha trasmesso la vita; non è quindi accidentale che tutto si svolga nella sua stessa patria. Il rapporto con il nostro passato, sembra dire Matteo deve molto all’apprendimento di un corretto uso della parola. C’è un passaggio di purificazione da compiere e Gesù ce lo indica attraverso uno stile preciso.
Come viviamo di pane, così viviamo di parole e di gesti che ci permettono di includere Dio nel nostro orizzonte. Le parole di Isaia citate da Gesù infatti denunciano il vero peccato per ogni credente e cioè l’ipocrisia.
Dio è Parola e il suo volto è svelato da quelle situazioni che ci permettono di riconoscere il bisogno dell’altro. A noi di provare a correggere la nostra cecità e colmare così quella distanza che ci preclude l’ascolto degli altri. La parola di Dio viene sempre a noi in modi inattesi e sorprendenti, e quindi è importante imparare a riconoscerla come dono gratuito, come espressione di un Dio che si autorivela.
Gesù, al cuore della sua terra natale, ci invita ad ascoltare una parola che ci sradica dalle nostre abitudini aprendoci a quelle relazioni generative capaci di riconosce nel prossimo il volto di fratelli e sorelle.
Gesù oggi ci accompagna alla scoperta di una dimensione e spazio nuovi in cui sperimentare ancora una volta la forza delle parole e ritrovare la nostra origine.
fratel Norberto