Trovare Dio nel nostro oggi

Foto di Saru Robert su Unsplash
Foto di Saru Robert su Unsplash

4 luglio 2026

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 9,14-17 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 14si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 15E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. 16Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. 17Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano».


È una questione di libertà e di discernimento. Questo è quanto risponde Gesù ai discepoli di Giovanni. Non risponde facendo un trattato sulla libertà e sul discernimento, ma attraverso esempi molto semplici e molto quotidiani che permettono di dare alla sua risposta un carattere concreto e dunque che può essere vissuto da chiunque riesca ad entrare nella sua logica di discernimento e di libertà. 

Il discernimento sta nel leggere e capire la situazione che abbiamo di fronte: si tratti di una festa, e dunque della capacità di viverla come tale, al di là di quello che può pensare la gente; si tratti di qualcosa di più quotidiano che rientra nella sfera lavorativa. Anche nelle due azioni descritte: del vestito e del vino Gesù ci sottopone alla necessità di un discernimento, per avere il coraggio di prendere la soluzione che sembri più di buon senso.

Gesù ci riporta alla nostra capacità di leggere le situazioni e di prendere una decisione per spronarci a leggere anche i tempi e i momenti della nostra vita in maniera differenziata. Cioè di sapere e capire quando fare festa e quando no, quando è il tempo del digiuno e quando invece di mangiare accogliendo lo sposo. 

Fondamentalmente il discernimento che Gesù ci chiede è di cercare la vita, o meglio, di leggere nelle pieghe della quotidianità quelle vie di vita che sottostanno al disegno di Dio, poiché lui è il Dio della vita. Gesù sprona i discepoli di Giovanni a non fermarsi dietro le ascesi della religione svuotando di significato il messaggio cristiano. Il digiuno segna un’assenza, l’assenza di Dio e dunque la sua attesa. La presenza di Gesù, al contrario, annuncia che Dio sì è fatto uomo, che Dio è con noi.

Sta a loro e anche a noi discernere che la sua presenza porta un cambiamento, anche solo quello di fare festa e di non digiunare. Non è più il tempo di attendere, ma di gioire.

Il regno di Dio è già tra di noi, l’annuncio di salvezza di Gesù verte su questa affermazione. Chi si mette alla sua sequela è mosso da questa ricerca: trovare il regno di Dio nel nostro oggi.

E che cosa vuol dire riconoscere la presenza del Signore e del suo regno se non vivere in una dimensione di gratitudine e, perché no, di festa per celebrare la sua presenza in mezzo a noi?

sorella Beatrice