La verità che fa liberi
6 maggio 2026
Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 8,31-51 (Lezionario di Bose)
In quel tempo, 31Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: «Diventerete liberi»?». 34Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. 36Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. 38Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». 39Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. 40Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l'ha fatto. 41Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». 42Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. 46Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». 48Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». 49Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. 50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. 51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».
In questa discussione con alcuni giudei Gesù ci rivela che la vocazione di ogni essere umano è sempre la chiamata alla libertà, quella libertà vera che nasce dalla piena accettazione della propria verità illuminata dalla sua Parola, che è sempre annuncio della misericordia di Dio.
Conoscere la verità è un cammino che inizia dall’ascolto della parola di Gesù, anzi più precisamente dal dimorare nella sua parola. La sua è una parola che ci rivela il vero volto del Padre il cui desiderio è accogliere ciascuno di noi, con le sue ferite e le sue fragilità, nell’amore. Dimorare nella sua Parola significa lasciare che il suo amore illumini la nostra verità. Da sola la verità può uccidere, in un mondo in cui si idolatra la verità, e nel suo nome si arriva a compiere ogni genere di mostruosità contro altri esseri umani, Gesù ci mostra una prospettiva totalmente altra in cui la conoscenza della verità porta alla libertà: dal nostro bisogno naturale di affermazione, dalla paura dell’altro, in questa libertà di amare e di essere amati così come noi siamo, l’altro non è più il nemico da uccidere, come è percepito Gesù da quei giudei, ma un fratello da incontrare e accogliere nella sua fragilità. Questo è l’annuncio della misericordia di Dio a cui siamo chiamati, questa è la sola verità che dobbiamo difendere.
Questo cammino è un cammino di riconciliazione, in cui possiamo riconoscerci figli amati dal padre. Tutta la vita di Gesù, le parole del Padre che ci ha consegnato, le opere del padre che ha compiuto in mezzo a noi, avevano il solo scopo di farci conoscere il vero volto del Padre, un Padre che ci ama così come noi siamo, che desidera per ciascuno di noi una vita vissuta nell’amore, nella pienezza dell’amore ricevuto e donato.
Frutto e presupposto di questo amore è la libertà, quella vera che ci fa vedere nell’altro non il nemico da eliminare per difendere la mia libertà, ma il fratello da incontrare. La prima e vera libertà la possiamo sperimentare dentro di noi, quando accettiamo la nostra verità, quando riconosciamo le nostre ferite, le nostre fragilità, i fallimenti, senza lasciare che questi ci schiaccino, senza lasciare che la paura sia il motore delle nostre parole e delle nostre azioni.
La verità ha bisogno di essere accolta non difesa. Liberi dalle paure, dalla violenza di ogni tipo, dalle insicurezze, dal bisogno frustrato di riconoscimento, noi possiamo camminare nella vita come figli amati dal Padre, possiamo riconciliarci con le nostre umane esperienze di filialità e paternità, spesso più o meno ferite, più o meno fallite.
Dimorare nella sua parola significa conoscere la libertà da tutto questo, per poter vivere nell’amore, per poter essere amati e amare a nostra volta nella libertà, rendendo l’amato libero di essere sé stesso. Solo così potremmo conoscere e fare esperienza nelle nostre esistenze della pace, quella vera, che viene da Dio, della gioia, della libertà dei figli, che a volte può essere anche libertà di sbagliare, ma che sempre conosce l’amore del Padre che ci cerca e ci aspetta per riabbracciarci ogni volta che ci perdiamo.
Gesù ci chiama, a dimorare nella sua parola , nel suo amore, a dimorare nella relazione d’amore tra lui e il Padre, solo così possiamo essere autentici testimoni di pace, possiamo annunciare la pace vera che viene da Dio, l’unica risposta possibile alla barbarie e alla disumanità che ci circonda.
fratel Nimal
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