La piccolezza dei figli

Photo by Avinash Kumar on Unsplash
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19 giugno 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc10, 21-24 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 21Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 22Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
23E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».


Chi è Dio? Come dare forma e senso alla propria vita? Generazioni di monaci si sono messi a cercare Dio, fonte dell’amore e della vita. Nel silenzio, nella solitudine, nell’ascolto delle sante Scritture, nel servizio convinto e umile ai fratelli e alle sorelle. Uno di loro è Romualdo di cui oggi facciamo memoria. 

Le parole di Gesù nel vangelo di questo giorno ci interrogano: “Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo” (v. 22). Occorre andare alla scuola di Gesù. Accogliere da lui, dal suo insegnamento, e soprattutto dal suo esempio di vita, la conoscenza di Dio. La meditazione di questo brano ci fa partecipi, per un attimo, dell’intima relazione che Gesù viveva con il Padre. 

Siamo nel contesto del ritorno dei discepoli dalla loro missione: sono pieni di gioia, perché hanno riscontrato un po’ di successo e si mettono a raccontare ciò che hanno fatto. Gesù, che conosce ciò che abita nel cuore dell’uomo, sa che la loro gioia si fonda su una certa fierezza per la loro opera. La loro è una gioia troppa mondana, perché manca la lode al vero attore della missione, il Padre.

Proprio nello stesso momento in cui i discepoli si abbandonano alla loro allegria, Gesù esulta di gioia nello Spirito Santo e rende lode a Dio (cf. v. 21). Il Padre opera per la salvezza di tutti, sempre, solo i piccoli sono capaci di riconoscerlo

Quando il popolo di Israele era insignificante, Dio nel suo amore lo scelse per fare di lui un figlio. Le sante Scritture di Israele contengono la memoria di questa umile origine. I profeti lo hanno sempre ricordato. “Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli − siete infatti il più piccolo di tutti i popoli −” (Dt 7,7). Anche David fu scelto e fatto re per la sua piccolezza: “Samuele chiese a Iesse: ‘Sono qui tutti i giovani?’. Rispose Iesse: ‘Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge’” (1 Sam 16,11).

Maria, la madre di Gesù, aveva piena consapevolezza della sua piccolezza: “L’anima mia … esulta in Dio mio Salvatore. Egli ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48). E Gesù stesso si definisce il più piccolo (cf. Lc 7,28). Paolo scrive di Gesù nella Lettera ai Filippesi che egli “non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil 2, 6-8).

Proprio perché Gesù aveva un cuore che non si esaltava era capace di vedere l’opera di Dio e esultava pieno di stupore per la salvezza che il Padre compie sempre. Gesù vive quello che aveva insegnato: “Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande” (Lc 9,48). 

Chi non smarrisce la consapevolezza della propria costitutiva piccolezza di figlio d’uomo è capace di lodare il Padre del cielo pieno di gioia. Chi invece nelle riuscite mondane si esalta dimenticherà presto di essere un figlio amato dal Padre, e in lui la vera gioia e la vera lode si spegnerà. 

Romualdo seppe custodire fino alla fine il suo cuore nell’assiduità umile e appassionata con il Signore. 

sorella Alice