Gesù è uomo, figlio e fratello

Tessuto wax
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31 dicembre 2018

Lc 3,23-38

In quel tempo 23Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent'anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, 24figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, 25figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, 26figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, 27figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, 28figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, 29figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, 30figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, 31figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, 32figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, 33figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, 34figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, 35figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, 36figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, 37figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, 38figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.


Dire che Dio si è fatto uomo significa anche dire che Dio si è fatto figlio. Figlio nato dal grembo di una donna. Figlio discendente, erede, all’interno di una lunga catena di generazioni. Contemplare il mistero dell’incarnazione significa contemplare una maternità, una nascita, una discendenza. Perché Gesù ha un’origine, ha una radice, da cui fiorisce, egli è colui di cui il profeta aveva detto: “Un germoglio spunterà dal ceppo di Iesse, un virgulto crescerà dalle sue radici” (Is 11,1).

L’evangelista Luca, dopo la narrazione dei racconti della nascita che abbiamo ascoltato in questi giorni, ora dipinge un’immagine affascinante della generazione di Gesù, attraverso una cascata di nomi, per risalire, o meglio scendere, a quella radice, a quel ceppo da cui trae origine. Potrebbe sembrare un noioso elenco di nomi, ma quella che Luca ci presenta è una pagina ricca della plasticità, della concretezza di nomi, soggetti di una storia. Sembra quasi di poterlo vedere: più che un albero pieno di tanti rami che si aprono, è uno svilupparsi verso il basso, il diramarsi delle sue radici sotto, sempre più sotto, verso il centro, un dipanarsi ancestrale verso l’inizio del mondo, verso l’inizio della storia dell’umanità. Ed ecco la sorprendente scoperta: l’inizio della sua e nostra umanità è nella divinità, è in Dio. E Gesù è questa umanità, in lui sta, dimora l’uomo.

Una cascata di nomi che attraversano la storia ma che non fanno perdere di vista il fine ultimo e unico, l’intento di questo lungo elenco: definire l’identità di Gesù. Chi è Gesù? Egli è uomo, è figlio, figlio di tanti, figlio di Adamo, l’uomo, e come tale, figlio di Dio, generato a sua immagine e somiglianza (cf. Gen 1,26).

Gesù ha appena ricevuto l’immersione del battesimo e la rivelazione da parte del Padre di essere “Figlio amato” (cf. Lc 3,21-22). Ora lo vediamo immergersi di nuovo per dare una nuova conferma di quanto è già stato rivelato ma rivelando anche la sua completa figliolanza umana. Gesù è Figlio di Dio tramite la sua completa umanità. In questo susseguirsi di nomi, Gesù scende in profondità, invischiato, mescolato all’umanità fin dall’origine, come quel seme che cade nella terra, e che si deve mescolare con essa per poter essere generato alla vita e portare frutti (cf. Gv 12,24). Gesù non è separato, non è lontano, in alto. Gesù è in basso, nel basso della terra, immerso nei drammi, nelle attese dell’umanità, egli attraversa tutte le gioie, le fatiche, le speranze che abitano l’umanità, le conosce, le sente, le vive nella sua carne umana.

Gesù è figlio, è legato a ciò che viene prima e a ciò che viene dopo. È generato, riceve la vita da chi lo precede, fa parte di una catena che trasmette la vita, di cui anche noi siamo parte. Nel suo essere figlio è divenuto fratello, e in questa fraternità rende fratelli anche tutti noi. Non è rimasto separato nella sua forma divina ma ha assunto la forma di uomo per farsi uguale a noi in tutto (cf. Fil 2,6-7) e rivelarci la via che è generativa di vita: la via dell’amore, che vince il peccato, supera le divisioni grazie al perdono, dona vita attraverso gesti e parole di carità concreta. Nella sua immersione nell’umanità come figlio si mescola a noi come fratello e rende ogni essere umano capace della sua umanità. Guardando a lui, “figlio di Adamo, figlio di Dio” (v. 38) possiamo cercare di percorrere vie che possano rendere le nostre vite più capaci di umanità e di fraternità.

sorella Elisa