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Entriamo nella Quaresima, lasciandoci accompagnare dalle parole della tradizione liturgico-spirituale della Chiesa copta.

Per i copti non esiste un rito di ingresso alla Quaresima. Dunque, non si impongono le ceneri. La Quaresima inizia il lunedì che segue alla domenica del rifā‘, ovvero del “carnevale” (quest’anno 2021: 7 marzo). Esiste invece un rito di “uscita” che si celebra l’ultimo venerdì di Quaresima, giorno in cui i fedeli vengono unti con olio santo (rito del qandīl) in preparazione ai riti della Settimana santa.

Di chi siamo tempio?

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III domenica di Quaresima

Nel contesto liturgico della Quaresima, bisogna leggere e vivere il brano della purificazione del Tempio nel suo senso profondamente spirituale. “Il tempio del Dio vivente siamo noi”, dice San Paolo (2Cor 6,16). Con la salvezza operata da Cristo e l’invio nei credenti in lui del Paraclito, lo Spirito Santo abita in templi di carne: “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi” (1Cor 6,19). 

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Ascoltatelo!

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II domenica di Quaresima

La nostra personale metamorfosi/metanoia non inizia con uno svuotamento, per quanto nobile possa essere, ma nel momento in cui ci è dato di contemplare la gloria di Dio, in un incontro decisivo con il Signore che sconvolge radicalmente la nostra vita e nel quale egli si rivela come amore. Solo allora, facendo continuamente memoria di quell’incontro, la nostra metanoia sarà genuina e la nostra ascesi risposta dinamica all’amore di Dio, e non autoesaltazione farisaica.

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Dove andrò, io misero?

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Accordami Signore di compiere la tua volontà, e rendimi degno in ogni momento di essere con te. Nella tua compassione, assolvi le mie cadute, purifica la mia anima, la mia mente spirituale e il mio corpo. Sì, ho osato compiere azioni che, al solo ricordo, mi fanno vergognare. Dove andrò, io che sono misero? Il cielo e la terra, infatti, sono nelle tue mani.

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