Credo in Gesù Cristo - Enzo Bianchi

Johannes Vermeer, Cristo in casa di Marta e Maria (particolare), 158.50 x 141.50 cm, 1654 — 1656, Scottish National Gallery, Edimburgo
Johannes Vermeer, Cristo in casa di Marta e Maria (particolare), 158.50 x 141.50 cm, 1654 — 1656, Scottish National Gallery, Edimburgo

Al cuore dell’estate fr. Enzo ha tenuto la prima delle sue due settimane bibliche, alla presenza di un folto numero di ospiti, tra cui vanno segnalati l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice (che ha presieduto la liturgia eucaristica nella notte della Trasfigurazione) e diversi amici “storici” della comunità.

La meditazione si è incentrata sulla passione, morte e resurrezione di Gesù nel vangelo secondo Giovanni, il vangelo “altro”. In queste pagine conclusive del quarto vangelo Gesù manifesta la gloria dell’amore, per questo è l’uomo per eccellenza, come lo definisce, suo malgrado, Pilato (“Ecce homo!”: Gv 19,5). Quando è inchiodato alla croce, in realtà appare collocato su un trono da cui regna, come esprime magnificamente l’iconografia bizantina.

E al termine della sua parabola terrena, quando Gesù spira, morendo “consegna lo Spirito” (Gv 19,30), effonde cioè lo Spirito santo sull’intera creazione. La passione di sofferenza e di morte diventa gloria della passione, gloria dell’amare, dell’amore di Gesù “fino alla fine” (Gv 13,1). Gloria del Crocifisso-Risorto, richiamato dai morti alla vita eterna proprio a causa dell’amore che ha vissuto: questo lo stile di vita che ci ha lasciato come sua unica reliquia.