Lettera agli amici - Avvento 2018

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Cari amici, ospiti e voi che ci seguite da lontano,

domenica 11 novembre si è tenuto a Bose un incontro a cinquant'anni dall'inizio della vita comunitaria di fratelli e sorelle a Bose, cui hanno partecipato con grande affetto numerosissimi amici e ospiti che accompagnano la comunità, da molti anni fino ad oggi.

Un incontro di memoria e ringraziamento, non di celebrazione o autocelebrazione, confessione della misericordia di Dio e sguardo verso il futuro, memoria di una storia che ci supera, della grazia di incontri vissuti, “una storia fatta di volti, di nomi, di incontri, di relazioni che si sono venute creando e intrecciando”, come ha ri- cordato il priore fr. Luciano nel saluto iniziale. “L’anamnesi che ilMagnificat fa del passato si apre, a un certo punto, al futuro: ‘d’ora in poi’. Per noi, ricordare i cinquant’anni di storia della comunità è anche prendere coscienza di un’eredità, di un lascito e dunque di una responsabilità. Responsabilità, certo, a tanti livelli ma, anzitutto, re- sponsabilità verso la vita, la vita della comunità, la vita delle persone che ne fanno parte, la vita dei giovani, di coloro che, entrando ora in comunità, entrano in una realtà che ha mezzo secolo di storia”.

Fr. Enzo ha quindi letto una lettera di papa Francesco pervenuta per l’occasione, che ci ha molto commosso e rallegrato, e ha percorso le ragioni del ringraziamento, confessando la sua “esitazione a proporre questa giornata perché mai abbiamo voluto celebrazioni della nostra realtà, né dare testimonianza a noi stessi: è nel nostro stile impedire che gli sguardi si dirigano alle nostre persone o alle nostre ‘opere’. Siamo solo dei peccatori chiamati a convertirci perché attirati dalla grazia, dallo spirito del Signore. Siamo una comunità piccola, una comunità che sovente ci appare come una baracca; una comunità che non è esente

dalle fatiche e dalle sofferenze che oggi la chiesa vive nel mondo e che gli uomini e le donne conoscono nel duro mestiere di vivere. Proprio per questa convinzione, la nostra giornata vissuta con ospiti e amici fedeli, ha come centro l’eucaristia: il rendimento di grazie al Signore. Se non fosse così, questo nostro esserci incontrati non solo sarebbe vano ma rischierebbe di essere mondano”.

È seguita alle ore 12 la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi e concelebrata dal vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi (95 anni), ultimo padre conciliare vivente in Europa. Poi il pranzo di festa e alle 15.00 il saluto del vescovo di Biella

Roberto Farinella (“La comunità di Bose non è ospite, ma parte integrante della nostra chiesa locale”) e l’ascolto di voci diverse che appartengono alla comunità, fratelli e sorelle degli inizi, e altri che sono stati presenze significative per la nostra comunità: i primi fra- telli Domenico e Daniel, la priora della comunità di Grandchamp sr. Anne-Emmanuelle – che ha letto un messaggio di sr. Christianne, inviata a Bose nel 1968 per sostenere l’avvio della vita comunitaria –, sorella Lisa, Clara Gennaro, m. Maria Pia Matiz, badessa del mona- stero di Santa Scolastica a Civitella, la responsabile della comunità di Cumiana m. Maria Luisa Brunetti. Ha concluso questa azione di grazie attraverso i ricordi Luigi Bettazzi.

Il tutto in una grande semplicità e in un clima sobrio, caldo – nonostante il tempo uggioso! – e sincero, molto umano e partecipato. Con profonda gratitudine verso tutti coloro che ci hanno dato segni di vicinanza e comunione, chiediamo di pregare il Signore affinché nella vita monastica cerchiamo di perseverare a vivere il Vangelo in spirito di ringraziamento, nella comunione con gli altri cristiani e nella compagnia degli uomini.

Bose, 2 dicembre 2018
I Domenica di Avvento

I fratelli e le sorelle di Bose